BISOGNEREBBE SAPERE CHE TIPO DI PACE VOGLIONO COSTRUIRE
L’edizione di martedì primo settembre del quotidiano telematico fascista Secolo d’Italia illumina i lettori – tramite la penna di tale Leo Malaspina – circa una recente storia che ha coinvolto Adriano Stabile, segretario provinciale mantovano del Partito Democratico.
Al centro della foto, Adriano Stabile
Il personaggio in questione, in visita all’Ucraina in compagnia di altri militanti del Movimento Europeo di Azione Non violenta (MEAN), è rimasto coinvolto, nei pressi della città di Odessa, dallo scoppio di un drone – vicino al taxi sul quale stava viaggiando – che gli ha procurato la frattura della mandibola.
Il politicante lombardo si è affrettato a dichiarare: «Nei teatri di guerra non sempre tutto va per il verso giusto. Questa volta ne ero consapevole già prima della partenza. E, con il senno di poi, sono ancora più convinto di aver fatto bene a condividere fino in fondo, con le persone meravigliose che vivono in Ucraina, gioie e dolori, speranze e paure».
Quindi ha proseguito, con una certa dose di temerarietà: «Credo in una politica generosa e coraggiosa. Continuerò a battermi perché il mio Paese intensifichi il sostegno alla difesa della popolazione civile e alla ricerca di una pace possibile, immediata e duratura».
Su cosa dovrebbe basarsi la nuova auspicata concordia non è dato sapere: a noi sorge il dubbio che, quando si ascoltano proposizioni del genere, chi le scandisce intenda un cessate il fuoco duraturo alle condizioni dettate da Vladimir Aleksandrovic Zelensky.
Ci sembra superfluo sottolineare che quella non sarebbe affatto una soluzione giusta ed equa, ma il semplice cedimento dei Paesi della Nato ai voleri di un Capo di Stato – il cui entourage è coinvolto in svariate inchieste per corruzione – estraneo ad essa, con il solo scopo di umiliare la Federazione Russa.
Bosio (Al), 10 settembre 2026
la Redazione del blog Pennatagliente
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